
“Litfiba tornate insieme, vi ricodate di quell’epoca che fu, Litfiba non vi conviene una carriera da Renzulli e da Pelù, la scena del musicale si è impoverita senza dubbio alcuno ricordate quanti “uah” ricordate quanti “meewh” io temo non ritornino giammai”Così cantavano in Cicciput album del 2003 i simpatici ed ironici Elio e le storie Tese, questo appello dopo quasi 10 anni è stato accolto dai due musici fiorentini che hanno deciso nuovamente di riprovare insieme per poter così ridar vita ai veri Litfiba quelli di Piero Pelù e di Ghigo Renzulli, senza cantanti che imitano Pelù e senza chitarristi che imitano Ghigo. Così con la voglia di tornare a suonare insieme come hanno dichiarato i due intervistati da Mollica qualche mese fa.
Nasce così Grande Nazione tredicesimo album dei Litfiba ma il decimo con Pelù alla voce, l’ultimo lavoro dello storico duetto risaliva al 1999 con Infinito album celebre canzoni diffusissime come: Il mio corpo che cambia, Vivere il mio tempo e Mascherina.
Questo nuovo lavoro possiamo dire che non stupisce per novità musicali perché sin dal primo accordo, si capisce che sono i Litfiba, ma l’effetto è voluto perché non sono certo tornati per innovare o per fare cose nuove ma per ricordare a tutti che il rock mediterraneo non è mai morto, che il rock all’italiana non è un invenzione ne di Vasco ne di Ligabue il rock italiano sono soprattutto i Litfiba con la loro anima, la loro grinta, i toni ironici, i luoghi comuni, le chitarre hard rock, gli assolo speed rock ed i giubbotti di pelle e “gli ampli” ad alto volume.
I Litfiba sono anche questo, una volta Fabio Volo su radio deejay lanciando proprio un brano dei Litfiba (Regina di Cuori) disse: “Ok sono un tamarro anche io”…..i Litfiba sono l’invito a tirar fuori il tamarro italiano che è in ognuno di noi, ma non il tamarro da automobile con cerchi in lega ed assetto ribassato ma da tamarro che ama la vita, ama gli assolo di chitarra ed ama soprattutto cantare a squarcia gola le canzoni con il tono di Piero, magari quando è sotto la doccia o quando sta portando qualcosa che non utilizza più in cantina nel modo tale che l’eco delle scale risalti il basso acuto………….
Ma passiamo a commentare nello specifico questo disco che ha come “life motive” quello di usare la propria testa di pensare sempre con la nostra testa e l’invito a comportarsi da italiani onesti perché l’Italia è una Grande Nazione anche se il più delle volte la figura che facciamo all’estero è quella di un popolo sottomesso e corrotto ma da dove nei secoli le più grandi menti, i più grandi artisti ed i più grandi cervelli giungono proprio dallo stivale.
Il disco inizia con Fiesta tosta dove alcune dei versi più belli sono: “siamo più felici sull’orlo del disastro…..entra nella festa una fiesta tosta……qui non c’è più regola fatti una ragione….bunga bunga bu ci si da un gran d’affare e si prosegue con frasi ad effetto come benvenuti a corte tra fumo squali e mosche. Forse tutto ciò ad indicare la situazione politica italiana ed i rappresentati della classe politica sempre meno credibili, da notare in questo brano il bell’assolo di Renzulli che ricorda cosa vuol dire rock mediterraneo etichetta di un genere creato proprio dai Litfiba. L’album prosegue con Squalo brano con un attacco molto black rock, very hard dove forse oltre alla musica la frase che più colpisce è la seguente: morto lo squalo se ne farà un altro a quale leader politico si riferirà Piero????
Ma Grande Nazione ha spazio anche per delle canzoni più soft ed ecco allora arrivare Elettrica vera e propria suggestiva Ballad dove la frase che più mi colpiva è: tu come salomè (figlia di erode) baci la mia testa andata…. Il brano successivo è una canzone dedicata al rapporto tra Piero e Ghigo da qui il titolo Tra me e te brano forse che sancisce la pace tra i due leader di questa band e che ne ridefinisce l’identità ben precisa a conferma di ciò la frase: la nostra identità è ciò che succede tra me e te ora.
Il pezzo che segue ancora attacca la politica italiana, il titolo è Tutti buoni l’affermazione che più risalta è tutti bravi tutti buoni ma solo in tempo di elezioni. Tutti belli generosi narcisisti e un po’ mafiosi. Il brano si conclude con una citazione a Totò e si sente di sottofondo la voce “Vota Antonio, Vota Antonio”.
Ma nel nuovo lavoro dei Litfiba c’è spazio anche per Luna dark canzone dalle sonorità dark-wave con riff di chitarra in stile The Cure, Placebo il brano però ricorda anche uno dei primi lavori dei Litfiba ovvero Desaparecido il secondo album dei Litfiba in pieno stile new wave. Le tracce che più somigliano a questa Luna dark sono a mio avviso Eroe nel vento, Desaparecido, Istambul e Lulu e Marlen.
Si prosegue con una traccia dalle sonorità Jungle rock con una batteria che detta il tempo di questo brano intitolato Anarcoide dove ciò che più risalta è il verso: Lo stato no non è un azienda lo stato è ogni cittadino che pensa, voglio energia voglio energia contro ogni forma di lobotomia. Ancora una volta si invita l’ascoltatore a riflettere sul tema di tutto questo nuovo disco.
Si passa così alla canzone che intitola l’album ovvero Grande nazione dove un inizio gregoriano anticipa un attacco hard rock in pieno stile “live” dei Litfiba dove la prima parola pronunciata è Italiani poi tanti versi che descrivano la storia della nostra nazione ovviamente sempre in tono molto ironico, si cita:
Guelfi e ghibellini doppie facce dovrai lottare baby questa è la realtà di una grande nazione, e poi richiami a luoghi comuni come: Se roma è ladrona milano fa da padrona l’italia si desta con un cerchio alla testa e per sfociare poi in un ritornello dai duri toni:
Siamo una grande nazione il belpaese la devoluzione,Siamo una grande nazione i prediletti di nostro Signore. 151 anni di mafie e di massoni, 151 anni di raccomandazioni, Repubblica basata sulla furbata incentivata.
Si passa così alla traccia Brado dove con tonalità bluseggianti si conclude il ritornello con questa massima: Il mondo è una puttana che si vende a chi lo paga di più e paghi tu, Niente da aggiungere.
Infine una traccia dai toni più morbidi dove riappare il sound e le tematiche dei Litfiba più “fricchettoni” di “Vivere il mio Tempo” il brano si intitola La mia valigia ed è in questo periodo in diffusione radiofonica.
Infine, non mi sento di aggiungere altro, i Litfiba sono tornati, i loro attacchi sono espliciti all’interno delle tracce di questo lavoro, che anche Piero e Ghigo hanno definito una sorta di Concept. Forse non ci si aspettava un lavoro di questo genere ma un rispolvero dei più grandi successi però se il ritorno è questo, le aspettative per il futuro ci riserveranno sicuramente delle belle sorprese, io personalmente dopo l’ascolto di Grande Nazione mi son sentito per usare una citazione “litfibiana” “ sudaticcio, isterico e bizzarro”(cit. Gioconda 1990 El diablo).
Jacopo Acciaioli







